Che cos’è la paura?

Che cos’è la paura?

  • che cos'è la paura?

Se durante il mese di Ottobre abbiamo visto cosa è la depressione autunnale e alcune strategie utili a combatterla, Novembre mi sembra il mese più adatto per scoprire insieme che cos’è la paura

La più antica e potente emozione umana è la paura. E la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto.

HOWARD PHILLIPS LOVECRAFT

Da poco sono passati i giorni di Halloween e della Commemorazione dei Defunti e, sebbene con le dovute eccezioni, questi due momenti in qualche modo ci mettono di fronte al concetto di paura.

Voglio però dare un taglio particolare alla presentazione di questa emozione.

Ecco perché ho deciso di parlarne partendo da antiche tradizioni, tipiche di alcune culture del mondo.

Così come ciascuno di noi è il risultato della sua storia di vita – dall’infanzia al momento attuale – allo stesso modo, le tradizioni popolari odierne sono rappresentative delle origini antiche e delle credenze profonde di un popolo.

In molte di queste tradizioni l’intento di base è esorcizzare e trascendere la paura e, in particolare, quella più temuta: la paura della morte.

La paura nella cultura popolare

Iniziamo il nostro viaggio, tra le culture che in questo periodo dell’anno celebrano in qualche modo la paura, con la festività di Halloween.

Non è una festa americana, come viene automatico pensare, bensì un’antica festa irlandese, che segnava la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno, denominata in lingua celtica Samhain.

La notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, i celti erano soliti mascherarsi e andare in giro a bussare alle porte del villaggio per chiedere del cibo.

Il travestimento era spaventoso e serviva per impaurire gli spiriti, che in quella notte tornavano sulla terra a tormentare i vivi. Il cibo raccolto veniva offerto alle anime dei defunti per placare così gli spiriti malvagi.

Dall’Irlanda spostiamoci in Messico, dove questi sono i giorni del Día de los Muertos.

Si tratta di una vera e propria festa coloratissima, durante la quale sulle tombe dei propri cari sono lasciate offerte di ogni tipo: fiori, frutta, bottiglie, dolci, sigarette..

Nella notte tra l’1 e il 2 novembre si svolgono feste e piccoli concerti, poiché i messicani ritengono che i defunti ritornino sulla terra e vadano accolti in modo gioioso, in una concezione quindi completamente diversa da Halloween.

Anche dalle mie parti, qui in Puglia, vi è la credenza che i morti facciano visita ai propri cari ancora in vita.

Per questo motivo gli s’illumina il cammino con dei ceri posti alle finestre e gli si lascia la tavola apparecchiata per ristorarli.

In cambio le anime dei defunti lasciano in dono ai bimbi della famiglia delle calze piene di leccornie, mentre nella serata del 2 novembre i ragazzini passano di casa in casa richiedendo “l’anime e mort”.

Tutte queste tradizioni sono fortemente simboliche e di certo cavalcano l’onda della paura per trascenderla, in particolare la paura dell’ignoto e in senso ampio della morte.

In fondo stiamo parlando di paure esistenziali del genere umano, pertanto non c’è da meravigliarsi che siano evocate nelle antiche tradizioni popolari. 

Da sempre, intellettuali, artisti e scrittori hanno cercato un modo per rappresentare la paura, affascinati come erano da questa emozione tanto forte e misteriosa.

Ma che cos’è la paura?

Approfondiamone allora la conoscenza: la paura è un’emozione primaria presente sia nel genere umano che nel genere animale.

E’ un’emozione che fa parte del sistema di difesa innato del nostro complesso mente-corpo.

La paura è dominata dall’impulso di reazione a una percezione di minaccia, reale o immaginata, e ha diversi gradi d’intensità, tant’è che si parte dal timore fino ad arrivare al terrore o all’orrore.

Le paure sono più frequenti durante l’infanzia, poiché i bambini sono più emotivi e insicuri e non conoscono ancora molto del mondo.

Inoltre, i piccoli non sempre riescono a distinguere le paure che provengono dal mondo esterno (paure vere o oggettive), da quelle che nascono dal loro mondo interiore (paure false o soggettive).

Paura o fobia?

Quando la paura è esagerata o fuori contesto diventa patologica e può sfociare in una fobia.

La fobia è una paura molto intensa di qualcosa di specifico, tanto persistente da risultare sproporzionata rispetto a quanto effettivamente necessario.

Le manifestazioni fisiche comprendono: battito del cuore accelerato, vertigini, diarrea, nausea, tremori, sudorazione, mancanza d’ aria…

Tali spiacevoli sensazioni vengono attenuate solo mediante l’evitamento dello stimolo fobico, ovvero l’ allontanamento da ciò che si teme.

A seconda del protagonista che “terrorizza” esistono varie tipologie di fobie, che sostanzialmente si dividono in due grandi macro-categorie:

fobie generalizzate: come l’agorafobia, che è paura degli spazi aperti, o  la fobia sociale, la paura di esporsi in pubblico;

fobie specifiche: come quella dei ragni (aracnofobia) o degli aghi.

Le fobie si creano per condizionamento, sono connesse ad apprendimenti disfunzionali generatesi alla prima esposizione all’oggetto temuto, il cui evitamento nel tempo ne ha sedimentato e cristallizzato la pregnanza.

Quali sono gli effetti della paura a livello psicofisico?  

Di fronte a un pericolo il nostro corpo produce un ormone specifico, chiamato adrenalina, che innesca cambiamenti fisici e mentali funzionali alla reazione.

Le principali modalità di reazione ad uno stimolo pauroso sono attacco o fuga,  ma esistono anche il freezing e il faint.

Il freezing è un’immobilità tonica, l’essere vivente sembra appunto congelato per non farsi notare dal predatore, mentre il faint è una finta morte.

Il faint è una reazione molto estrema, potrebbe essere alla base degli stati dissociativi conseguenti ad esposizioni traumatiche, ma questa è un’altra storia…

E le reazioni psicologiche ?

In seguito alla percezione dello stimolo pauroso, il pensiero si focalizza sul problema, come adattamento per permettere di essere più concentrati per affrontare la minaccia.

Il corpo si prepara ad affrontare il pericolo e per questo  appare più teso, mentre a livello emotivo si sperimenta irritabilità.

Tali sensazioni aumentano il grado di preoccupazione e quindi la catastrofizzazione.

A lungo andare, se tale evento viene ripetuto nel tempo, si può innescare la paura della paura e quindi un vero e proprio attacco di panico.

Abbiamo dunque visto che cos’è la paura e cosa accade a livello cognitivo, emotivo e comportamentale quando la si sperimenta, ma se vuoi conoscere le strategie funzionali per fronteggiarla non perderti il prossimo articolo.

Inoltre, se vuoi, puoi seguire le mie pagine Facebook –  Dott.ssa Mariangela De Rogatis –  e Instagram – @balance_psi – dove troverai consigli e spunti per il tuo benessere psicofisico.

Ricorda:  È sempre il momento giusto per prendersi cura di sé, sentirsi meglio si può!

Grazie e a presto!

Dott.ssa Mariangela De Rogatis, Psicologa-Psicoterapeuta

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